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la legge 168 del 2002 e i
successivi chiarimenti del Ministero
dell’Interno, secondo la quale le
strade extraurbane secondarie (in pratica tutte
quelle che tagliano i nostri paesi) quando
solcano i centri abitati vengono classificate
come urbane di quartiere o strade locali. E
nelle arterie con queste classificazioni la
legge 168 vieta l’installazione di autovelox
incustoditi. I dispositivi fissi, non
direttamente gestiti dagli organi di polizia,
possono operare “sulle autostrade e sulle
strade extraurbane principali”. Ma quest’ultimo
requisito nella nostra provincia non
appartiene neppure più all’Aurelia, da tempo
passata dall’Anas alla Provincia.
A sollevare la questione
autovelox era stato il vicesindaco di Bugnato,
Claudio Galante, che a dicembre aveva scritto
al Prefetto segnalando in particolare il
“caso” Val di Vara, dove in una trentina di
chilometri, percorsi sull’Aurelia o sulla ex
statale 566 si incontrano almeno dieci
autovelox.
A fine gennaio Galante è stato
convocato da Santoro, che ha quindi emesso la
nota che sancisce in maniera inequivocabile
l’illegalità delle postazioni non custodite
situate nei centri abitati. «Sono soddisfatto
– dice Galante – noi amministratori dobbiamo
stare dalla parte del cittadino – dice il
vicesindaco – e invece questa fitta rete di
autovelox è vessatoria».
La sua soddisfazione sarà
senz’altro condivisa dagli automobilisti, ma
non da quei sindaci che negli ultimi tempi
hanno installato gli autovelox. Di certo si
profila una montagna di ricorsi per le multe
elevate di recente. I Comuni, inoltre,
dovranno provvedere a smontare o disattivare
gli autovelox. A meno che non vogliano
affiancare un vigile ad ogni postazione…
ANTONELLA
GINOCCHIO
10 Febbraio 2007 |