La ricchezza di umanità della nostra gente 

 

Abbiamo ricevuto dall'amica Valentina De Mattei un appunto in riferimento alla partigiana Merry, ricordata nel giugno 2012 nello spazio dedicato alla nostra vallata, per aver espresso la seguente considerazione sul nostro paese: “Buto, a quel tempo, era un paese abitato da contadini, pastori e boscaioli. Povero come tutta la Valle del Vara. Le persone erano molto ricche di umanità, riuscii facilmente a fare amicizia. Non esisteva disparità sociale.”
L’amica Valentina ci ha inviato la foto della partigiana con il seguente scritto: Si tratta di mia nonna Maria Ledda (Merry appunto) partigiana della "Centro Croci" assieme a mio nonno Bruno Brizzi anche lui della "Centro Croci" vi allego una fotografia dove sono ritratti assieme ad altri partigiani nella zona di Buto, mia nonna è seconda da sinistra e mio nonno è il terzo (dopo di lei con la mitraglietta), vi prego di pubblicarla! allego anche il retro della foto dove mio nonno ha appuntato il giorno, i nomi dei compagni partigiani, la circostanza della battaglia combattuta ed il luogo.
I partigiani ritratti nella foto sono(a partire da sinistra): Cozzani Piero, Brizzi Bruno, Ledda Maria, Persiano Rosario, Zolesi Paolo, Patanè Fortunato e Cozzani Eliano.
La foto fu scattata il 21 marzo 1945 durante la battaglia di Buto. Questo episodio avvenne quando ormai la guerra stava terminando e i tedeschi probabilmente stavano pensando al modo migliore di ritirarsi. Circa trecento tra tedeschi e alpini della Monterosa quel giorno scatenarono l’ultimo attacco ai partigiani occupando il paese di Buto. I partigiani reagirono e inchiodarono per circa dodici ore il nemico colpendolo col tiro dei mortai. Nella notte, approfittando della nebbia, gli aggressori si ritirarono a piccoli gruppi lasciando sul terreno armi, munizioni e muli e contando alcuni morti e molti feriti Una donna del paese fu ferita gravemente colpita da una scheggia.
Auspichiamo che possano giungere altri contributi utili a ricostruire i tragici avvenimenti della seconda guerra mondiale che coinvolsero i contadini della nostra valle.
ButoCultur@
 

Appunto di Sandro:

Fra i vari partigiani ospitati anche per lungo tempo in casa di mia nonna Millina ed in casa dello zio Amedeo, ricordo - per sentito dire - di un certo Fortunato, siciliano di nascita e residenza. Potrebbe essere quel Patanè della foto. Questo Fortunato diversi anni fa è ritornato a Buto per qualche giorno per salutare coloro che lo avevano aiutato (lo zio Amedeo era ancora in vita). La Lori e la Anita dovrebbero ricordarlo.
Per i racconti sentiti, la battaglia vedeva posizioni partigiane a lavagello, sopra la Chiesa di Buto e verso Lisorno, in sorta di accerchiamento che ha indotto al ritiro i militari di Salò.
Fra questi vi era anche lo zio Ghiorzo Severo, profugo dal fronte, che era uno dei pochi con vera esperienza di battaglia.

 

Appunto di Ivano:

Mio padre mi raccontava che anche lui e Ersilio Basso si erano piazzati in Laarsa a sparare con i partigiani, però non raccontava quasi nulla delle sue esperienze di combattimento. Si vedeva chiaramente che non gli piaceva pensarci
 

 

 

 

RETRO DELLA FOTO

 

 

 

 

 
 
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