Relazione di Sandro Ghiorzo

 

 


 PROBLEMI AL CONSORZIO MIGLIORAMENTO ALTA VAL DI VARA
 

 

Genova, 23 marzo 2013.

Ieri sera, a Varese Ligure, si è tenuta la prevista Assemblea Ordinaria del Consorzio per il Miglioramento Agro-Forestale dell’Alta Valdi Vara.

L’esposizione del bilancio 2012, ha evidenziato un incasso di ca. 10.000,00 €, spese di gestione e di miglioramento per ca. 5.000,00 ed un risultato netto finale di poco inferiore ai 5.000,00 € che aggiunto alla giacenza in di cassa precedente, porta la disponibilità del Consorzio a ca. 27,000,00 €.

Il bilancio è stato approvato all’unanimità e la quota di attribuzione di possibile spesa per ogni frazione, fissata in 1.500,00 €, ha avuto l’approvazione a grande maggioranza con soli due voti contrari. Nell’occasione l’assemblea ha riconfermato chele somme messe a disposizione delle frazioni devono essere spese entro l’anno, altrimenti vengono riportate nella cassa del Consorzio a disposizione di tutti negli anni successivi.

Superata tale fase, l’assemblea si è purtroppo incanalata verso un epilogo prevedibile anche se non auspicabile. La quasi totalità dei membri del Consiglio di Amministrazione ha infatti declinato le proprie dimissioni dalla carica, in aperto contrasto con la figura di un Consigliere della frazione di Teviggio.

Questo Consigliere, secondo il parere degli altri membri del Consiglio e della quasi totalità dei soci presenti ha, forse anche al di là delle proprie intenzioni, un atteggiamento che risulta da tempo di aperta polemica avverso ogni iniziativa o decisione del Consiglio. Questa opposizione (non sempre espressa in forma comprensibile), non viene manifestata nei limiti dell’ambito naturale delle riunioni di Consiglio e, se non soddisfatta, nelle Assemblee dei soci ma, quasi sempre, viene espressa sotto forma di lettere indirizzate anche agli Enti pubblici locali (Comune, Provincia, Regione, e chi più ne ha, più ne metta), con riflessi sull’immagine del Consorzio certamente non positivi. Un atteggiamento dunque che appare distruttivo e causa di uno stato di costante tensione all’interno dell’organismo sociale e che, nelle migliori delle ipotesi, si traduce in una continua perdita di tempo nelle riunioni oltre che un continuo freno ad ogni innovazione.

Il Consorzio, pur con difficoltà, è riuscito comunque negli ultimi tempi a migliorare sensibilmente la propria funzionalità, soprattutto sotto l’aspetto dell’organizzazione della vigilanza, grazie alla paziente opera del Presidente ed alla abnegazione dei nuovi Consiglieri, portatori di nuove idee ed energie. E’ un vero ed incomprensibile peccato che non sia stata colta, da parte di questo membro, questa nuova opportunità di rilancio che si stava realizzando.

Ai sensi dello Statuto del Consorzio, a questo punto l’attuale Consiglio rimane in carica solo per l’ordinaria amministrazione e deve indire una nuova Assemblea, questa volta Straordinaria, per verificare la possibilità della elezione di un nuovo Consiglio o, in alternativa, per deliberare la messa in liquidazione del Consorzio stesso. E’ chiaro che in tale occasione, si potrà individuare chi effettivamente intende difendere il Consorzio e chi invece ha operato per esclusivi interessi personali o di parte.

L’Assemblea Straordinaria è indetta (seconda convocazione), per il prossimo venerdì 5 aprile, alle ore 20,30, sempre nella Sala Consigliare del Comune di Varese Ligure.

Appare di tutta evidenza l’importanza di tale Assemblea e si confida quindi in una massiccia e determinata partecipazione da parte di chi, per il bene del Consorzio, vorrà arrivare alla creazione di un nuovo Consiglio di Amministrazione che, soggetto come deve essere alla Legge ed al controllo dell’Assemblea, sia libero da elementi di disturbo e di freno. Chi è impedito, rilasci delega (max tre per ogni socio).

Alcuni facenti parte del Consorzio ricorderanno che, quando vi sono entrato, alcuni anni fa, l’ho fatto mosso da una rivendicazione di parte, per affermare la visibilità del paese di Buto ed in particolare della Costa Lazzini che, a parere di molti, apparivano poco o nulla considerati.

Successivamente, la miglior conoscenza della realtà del Consorzio ha promosso un maggior impegno nello stesso, volto in particolare nella ricerca interna di una unitaria visione degli obiettivi da raggiungere ed esterna nella ricerca di un dialogo con altre realtà simili, per coordinare  gli aspetti operativi ed un omologo atteggiamento verso gli utilizzatori.

Per qualche tempo la funzionalità del Consorzio è andata migliorando, fianco a fare nascere in alcune menti il sogno di poter un domani arrivare a vedersi riconoscere una sigla qualitativa sul prodotto “fungo” della zona (così come ottenuto da altri Consorzi più attrezzati del nostro in regioni confinanti). Questo naturalmente come obiettivo forse utopistico, che necessitava, innanzi tutto, di un’ampia comunità di intenti con gli altri consorzi della Alta Val di Vara ed il coinvolgimento delle Istituzioni pubbliche.

Per varie ragioni, compreso l’andamento negativo di alcune stagioni e le scelte egoistiche di altri Consorzi, ma anche una nostra colpevole inerzia, ha riportato a zero tale processo.

Ingressi relativamente recenti di nuove figure all’interno del Consiglio di Amministrazione del nostro Consorzio, hanno portato nuova energia e voglia di fare, di cambiare. Dopo aver reso più aderente alla nostra realtà il primario statuto del Consorzio, si è provveduto a riordinare l’elenco dei soci –ancora in corso per le intuibili difficoltà -, a riorganizzare l’organico della Guardie Giurate, procedimento che richiede tempi lunghi e più difficile di quanto si possa credere (ricerca dei disponibili, ottenimento del necessario nulla osta della Provincia, ecc..), si è regolamentato la modalità  di intervento  a favore delle varie frazioni.

 Tutto comunque sembrava volto ad una visione di un Consorzio efficiente, operante, attento alle istanze dei soci, pronto a gestire con efficacia le augurabili ricche stagioni dei funghi. Tutto meno il problema interno al Consiglio stesso e di cui ho già parlato.

Ora il tutto appare in pericolo. La contrapposizione che si è venuta a creare e che rischia di andare al di là del problema rappresentato da una unica figura, prefigura scenari di rotture, scissioni, che dobbiamo in ogni modo scongiurare. Tutti noi, Presidente in testa – al quale bisogna riconoscere il merito di avere saputo tenere in piedi il Consorzio per tanti anni -, con la collaborazione chiara, sincera, univoca dei Consiglieri ma anche dei soci, dobbiamo adoperarci per trovare la soluzione “collante” che mantenga unito il Consorzio. Una soluzione anche se punto di compromesso fra le varie posizioni. Rinunciando, se necessario, ad ogni posizione intransigente.

Un Consorzio “spaccato”, porterebbe a difficilissime problematiche gestionali: di controllo, di economicità, ecc…, ma soprattutto ad un probabilissimo definitivo distacco, disamore, da parte dei soci che invece, si attendono un Consorzio organizzato ed in crescita come quello che si stava creando e per il quale dunque tutti insieme dobbiamo adoperarci.

Sovrana è l’Assemblea dei Soci; venerdì prossimo 5 aprile 2013, mi auguro che da essa emani chiaramente la volontà di mantenere in vita ed unito il Consorzio per il Miglioramento Agro-Forestale della Alta Val di Vara. Per questo spero in una elevata e determinata partecipazione.

Sandro Ghiozo

 

 
 
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