Giornata di studio "Il fungo della Val di Vara"

 

Venerdì 3 Ottobre 2008

 

Venerdì scorso, 3 ottobre, nella sala Consiliare della Comunità Montana Alta Valle del vara, si è tenuta una interessantissima giornata di studio su “Le risorse micologiche in Alta Val di Vara”, promossa dal Presidente della Comunità Montana  Paolo Gallo e perfettamente organizzata dal Funzionario Serafini.

 

Con il qualificato intervento degli eminenti studiosi che hanno lavorato al progetto, nella riunione si sono presentati alcuni risultati dell’indagine effettuata nella Alta Val del Vara nell’ambito del progetto “MICOMED”, facente parte di un più ampio progetto internazionale :”INTERVEG III2 SUD” , volto a promuovere e valorizzare i prodotti regionali di alcune Regioni di Paesi Mediterranei. Fra gli altri : la Spagna, la Francia, l’Italia, l Albania, la Grecia, la Bulgaria, la Turchia, l’Algeria ed il Marocco.

“MICOMED”, volto particolarmente alla individuazione ed alla successiva valorizzazione dei prodotti del bosco, ha comportato una rigorosa ricerca scientifica sulla presenza del “fungo” nella nostra valle, sulla sua commestibilità ed utilizzo.

 

Il quadro che ne è scaturito è di un elevato valore scientifico ed offre una positiva prospettiva di possibile sviluppo economico della valle, ma non è scevro di elementi di preoccupazione.

Se da una parte infatti, la ricerca ha riscontrato una presenza particolarmente ricca e diversificata (oltre 50 specie), si deve purtroppo altresì registrare che la

condizione di salute dei nostri boschi, da tempo mancanti di cure adeguate a causa del massiccio esodo delle popolazioni residente negli ultimi decenni, fa si che non solo la produzione di funghi sia nettamente diminuita negli anni ( al di la dell’incidenza delle precipitazioni atmosferiche), ma anche che di fatto non si registra più il ritrovamento di funghi di peso elevato (anche 2 – 3 chili) che un tempo si verificava.

L’impegno della Amministrazioni locali: Comunità Montana, Comuni, Provincia e Regione, come ci è parso di intendere dai qualificati interventi tenuti dai loro esponenti, è proprio teso a sfruttare al meglio il risultato di tale ricerca (finanziato da Fondi Comunitari), per individuare quei provvedimenti, quelle sinergie, quei coinvolgimenti di realtà gia esistenti sul territorio ( Consorzi per la raccolta), quegli strumenti amministrativi e finanziari che risultino incentivanti per gli operatori locali alla creazione di un percorso virtuoso ed economicamente importante per l’economia della valle.

Una sola annotazione: quale miglior prodotto “ECOLOGICO”  del “fungo” (e della castagna) può accrescere l’immagine  “ecologica”  della Val di Vara? A questo riguardo annotiamo che nel progetto delle Amministrazioni vi è anche il tentativo di fare riconoscere il marchio “DOP” ai nostri funghi. Auguriamogli davvero tanta buona fortuna.

 

Gli aspetti scientifici del progetto sono raccolti in una pubblicazione: “LA RISORSA FUNGO IN ALTA VALLE DEL VARA” (clicca qui), commissionata dalla Comunità Montana Alta Valle del Vara e realizzato con la partecipazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e del Gruppo Micologico Lucchese “ B. Puccinelli. Una pubblicazione che si consiglia vivamente a tutti coloro che vogliono saperne di più sui funghi. Per coloro che ritengono di conoscerli e che scopriranno funghi commestibili mai raccolti. Per coloro che non sono esperti e che possono così evitare pericolosi errori nella raccolta.

 

Siamo lieti di sottolineare che tale evento segue a ruota il lavoro di rivisitazione che il Comune di Varese Ligure sta facendo sul vecchio Piano Regolatore Comunale (oggi PUC?). Ciò avviene con il coinvolgimento effettivo della popolazione Comunale attraverso diverse riunioni tenute nelle varie frazioni.

 

Ne siamo lieti perché riteniamo che ciò rappresenti la giusta interpretazione del ruolo di amministratore pubblico.

 

Riteniamo peraltro utile raccomandare ai nostri Amministratori una adeguata attenzione alle realtà ed alle problematiche delle “frazioni comunali”, in particolare a quelle dette di “case sparse”; ancorchè esse rappresentino a prima vista una marginale importanza elettorale.

 

Senza il lavoro delle poche ma  tenaci persone che abitano e lavorano in tali frazioni infatti, i capoluoghi rischierebbero di essere degli insignificanti puntini in un quadro generale di diffuso degrado ed abbandono con conseguente immane difficoltà a promuovere l’immagine di una  “ Vitale Valle Ecologica”.

S. G.                                   
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