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Venerdì scorso, 3
ottobre, nella sala Consiliare della Comunità Montana
Alta Valle del vara, si è tenuta una interessantissima
giornata di studio su “Le risorse micologiche in Alta
Val di Vara”, promossa dal Presidente della Comunità
Montana Paolo Gallo e perfettamente organizzata dal
Funzionario Serafini.
Con il qualificato
intervento degli eminenti studiosi che hanno lavorato al
progetto, nella riunione si sono presentati alcuni
risultati dell’indagine effettuata nella Alta Val del
Vara nell’ambito del progetto
“MICOMED”, facente parte
di un più ampio progetto internazionale :”INTERVEG III2
SUD” , volto a promuovere e valorizzare i prodotti
regionali di alcune Regioni di Paesi Mediterranei. Fra
gli altri : la Spagna, la Francia, l’Italia, l Albania,
la Grecia, la Bulgaria, la Turchia, l’Algeria ed il
Marocco. |
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“MICOMED”,
volto particolarmente alla individuazione ed alla
successiva valorizzazione dei prodotti del bosco, ha
comportato una rigorosa ricerca scientifica sulla
presenza del “fungo” nella nostra valle, sulla sua commestibilità ed
utilizzo.
Il quadro che ne è
scaturito è di un elevato valore scientifico ed offre
una positiva prospettiva di possibile sviluppo economico
della valle, ma non è scevro di elementi di
preoccupazione.
Se da una parte infatti,
la ricerca ha riscontrato una presenza
particolarmente ricca e diversificata (oltre 50
specie), si deve purtroppo altresì registrare
che la |
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condizione di salute
dei nostri boschi, da tempo mancanti di cure adeguate a
causa del massiccio esodo delle popolazioni residente
negli ultimi decenni, fa si che non solo la produzione
di funghi sia nettamente diminuita negli anni ( al di la
dell’incidenza delle precipitazioni atmosferiche), ma
anche che di fatto non si registra più il ritrovamento
di funghi di peso elevato (anche 2 – 3 chili) che un
tempo si verificava. |
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L’impegno della
Amministrazioni locali: Comunità Montana, Comuni,
Provincia e Regione, come ci è parso di intendere dai
qualificati interventi tenuti dai loro esponenti, è
proprio teso a sfruttare al meglio il risultato di tale
ricerca (finanziato da Fondi Comunitari), per
individuare quei provvedimenti, quelle sinergie, quei
coinvolgimenti di realtà gia esistenti sul territorio (
Consorzi per la raccolta), quegli strumenti
amministrativi e finanziari che risultino incentivanti
per gli operatori locali alla creazione di un percorso
virtuoso ed economicamente importante per l’economia
della valle. |
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Una sola annotazione:
quale miglior prodotto “ECOLOGICO” del “fungo” (e della
castagna) può accrescere l’immagine “ecologica” della
Val di Vara? A questo riguardo annotiamo che nel
progetto delle Amministrazioni vi è anche il tentativo
di fare riconoscere il marchio “DOP” ai nostri funghi.
Auguriamogli davvero tanta buona fortuna.
Gli aspetti scientifici
del progetto sono raccolti in una pubblicazione: “LA
RISORSA FUNGO IN ALTA VALLE DEL VARA”
(clicca qui), commissionata
dalla Comunità Montana Alta Valle del Vara e realizzato
con la partecipazione della Scuola Superiore Sant’Anna
di Pisa e del Gruppo Micologico Lucchese “ B. Puccinelli.
Una pubblicazione che si consiglia vivamente a tutti
coloro che vogliono saperne di più sui funghi. Per
coloro che ritengono di conoscerli e che scopriranno
funghi commestibili mai raccolti. Per coloro che non
sono esperti e che possono così evitare pericolosi
errori nella raccolta.
Siamo lieti di
sottolineare che tale evento segue a ruota il lavoro di
rivisitazione che il Comune di Varese Ligure sta facendo
sul vecchio Piano Regolatore Comunale (oggi PUC?). Ciò
avviene con il coinvolgimento effettivo della
popolazione Comunale attraverso diverse riunioni tenute
nelle varie frazioni.
Ne siamo lieti perché
riteniamo che ciò rappresenti la giusta interpretazione
del ruolo di amministratore pubblico.
Riteniamo peraltro utile
raccomandare ai nostri Amministratori una adeguata
attenzione alle realtà ed alle problematiche delle
“frazioni comunali”, in particolare a quelle dette di
“case sparse”; ancorchè esse rappresentino a prima vista
una marginale importanza elettorale.
Senza il lavoro delle
poche ma tenaci persone che abitano e lavorano in tali
frazioni infatti, i capoluoghi rischierebbero di essere
degli insignificanti puntini in un quadro generale di
diffuso degrado ed abbandono con conseguente immane
difficoltà a promuovere l’immagine di una “ Vitale
Valle Ecologica”.
S. G.
Clicca qui per l'estratto della
relazione finale |