Tra le nevi dell'Eccelso M.te Gottero,
 con visione dall'alto dell'incantato e ancor addormentato Lago Grande

 

Dopo una lunga attesa durata tutto l'inverno, particolarmente ricco di precipitazioni (con tanta neve in quota), non freddo, ma con pochi giorni con tempo stabile o soleggiato, finalmente l'avventura (io l'ho definita l'evento dell'anno!) ha avuto inizio domenica scorsa 14 aprile. Questa data avanzata ed il clima particolarmente caldo, oltre a qualche "precipitazione piovosa sciroccata" dei giorni precedenti, potevano far pensare all'arrivo della primavera anche sul crinale, ma l'Eccelso ci offre sempre forti emozioni...

Son partito dal passo Centocroci con la mia auto, insieme a due amici della Val di Vara, in direzione del passo della Cappelletta (ma già poco prima del passo lo spettacolo delle vette della Val d'Aveto e dei prati in fiore, intervallati da lingue di neve, toglieva il fiato e riempiva il cuore di gioia immensa). Arrivati alla Cappelletta pensavamo di portarci più avanti con l'auto, sulla sterrata che piega verso est-sud-est, ma, dopo solo una cinquantina di metri la strada era ostruita da cumuli di neve che neanche il mio battagliero 4x4 poteva superare. Allora ci siam incamminati con le ciaspole e i bastoncini sottobraccio, ma appena arrivati al passo del Lupo (1155 mt) ed entrati nel bosco, ha inizio lo spettacolo! Inforcate le ciaspole, dai 40 cm della partenza si passa presto (dai 1300 mt ca) ad oltre un metro di neve e 140 cm di media intorno ai 1400 mt. Ben oltre i 2 metri di accumulo con cornici dai 1500, in special modo sul crinale di vetta. Cominciano presto le cadute, dovute alla neve bagnata in superficie per il gran caldo e, dopo una lenta e difficile

salita (abbiam impiegato ben 3 ore ad arrivare in vetta),  possiam ammirare il panorama infinito: il mare aperto della costa ligure e del golfo di La Spezia e della Versilia, le isole dell'Arcipelago Toscano e la Corsica, le Apuane e il bianchissimo Tosco-Emiliano (con ben in evidenza il Cusna e l'Alpe di Succiso), i monti dell'Aveto e dell'Appennino piacentino e parmense..... Non siam riusciti ad arrivare al Lago Grande dalla vetta; tutto era sepolto e stravolto dalla neve, ma tenendomi ben stretto ad un faggio per non scivolare giù, son riuscito a scattare un paio di foto: era lì, ancora stretto dal gelo del letargo invernale, addormentato e ammantato dalla Dama Bianca, con un rigagnolo nella riva nord di color grigio (ghiaccio), intervallato però di azzurro intenso, segno di un lento disgelo.....
Rientro (ben abbronzati), con campo base di un giorno al posto tappa dell'AV (Alta Via dei Monti Liguri) di passo Centocroci, per godere ancora dei magnifici scenari naturali della nostra Valle!
A seguire alcune massime di montagna (di autore anonimo).
"Il ritorno, stanchezza nelle gambe e nelle braccia, ma il cuore alle stelle: ancora neve, poi, ancora musica e luci del tramonto... ...una giornata speciale!"
"Ancora pochi passi e si è in vetta. Il battito del cuore rallenta. L'aria di quota del crinale appenninico, pura e frizzante, riempe dolcemente i polmoni.."
“Quando si arriva in vetta ad una montagna, non ci si trova al cospetto di un amico, di un fratello….bensì al cospetto di Dio, il Creatore!”
Un caro saluto
Alberto di Buto

Vedi galleria fotografica 

 

 

 
 
  Buto di Varese Ligure (SP) - Italia                                                                                                         Buto Cultur@