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I GIORNALI PARLANO
DI NOI |
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Non è Parigi né New
York, ma neanche Milano o Genova e neppure Torriglia o Santo Stefano d'Aveto. È un
piccolissimo borgo abbarbicato sul crinale di un colle dell'Alta Vai di Vara. Buto, due
chiese, una ventina di case e cento anime - arrotondate per eccesso - è una delle tante
frazioni sparse nell'ampio territorio dei comune di Varese Ligure.
E se i più antichi insediamenti risalgono addirittura alle lotte fra bizantini e
longobardi, oggi è uno dei tanti centri minori di cui è assai ricco il nostro suggestivo
entroterra.
Ma, allora, perché ce ne interessiamo? Qual è e come si chiama il piccolo miracolo di
Buto?
Internet è la risposta esatta..!
Internet? - direte voi - Cosa c'entra la "rete delle reti" con un paesino
sperduto dell'Appennino ligure?
C'entra, eccome. Vedrete. Ma procediamo con ordine.
Circa due anni fa, e precisamente il 20 ottobre dei 1999, un gruppo di butesi doc dà vita
al sito www.buto.it, arricchendolo via
via di notizie storiche, curiosità, giochi e qualche effetto speciale. I risultati si
rivelano subito incoraggianti e nel giro di pochissimo tempo aumenta il numero dei
visitatori: diverse decine quotidianamente con punte massime che superano il centinaio. E,
sorpresa delle sorprese, moltissimi sono stranieri, soprattutto italiani emigrati in
Sudamerica. Un successo insperato, documentato dalla cifra record delle diciottomila
visite registrate in due anni, grazie anche alla WEBCAM. |
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Ora,
per capire il piccolo miracolo di Buto e scoprire perché ci riguarda, incontriamo il deus
ex machina di questa inedita esperienza: è una delle colonne dei gruppo internet,
l'aitante Leandro De Mattei, sorriso da eterno ragazzo e aspetto da moschettiere in cerca
di avventure.
Com'è nata questa idea?
Tutto è cominciato quando una famiglia americana, tramite alcuni lontani parenti, ci ha
consultato per certe ricerche genealogiche. Questa è stata la molla che ci ha spinto ad
aprire un sito per far conoscere Buto nel mondo!
Per consentire a tutti di ricostruire le proprie origini, due anni fa, con mia zia Aurora,
mia cugina Luciana (Basso), l'altra mia cugina Giuliana (Bertoni) - la ballerina dei
Titoli - e con il parroco Don Mario Perinetti, abbiamo creato e messo in linea un archivio
informatico della nostra parrocchia comprendente tutte le nascite, i matrimoni e i decessi
dal 1831 ad oggi.
Come ha reagito il paese?
Con grande curiosità ed entusiasmo. In pochissimo tempo si sono uniti a noi diversi butesi,
dandoci la possibilità di ampliare i contenuti dei sito, che nel giro di brevissimo
tempo, anche grazie ad alcune rubriche (l'affinità amorosa, il tuo nome, lettura dei
pensiero, ecc.) ha attirato l'attenzione di un numero sempre più elevato di visitatori.
Nel frattempo i giovani dei paese hanno iniziato un'intensa attività promozionale,
griffando con l'indirizzo web di Buto i muri della Vai di Vara ed esibendo addirittura uno
striscione allo stadio di Marassi.
Qual è il visitatore tipo?
Ci sono coloro che sono più che altro attratti e stuzzicati dalla originalità e dal look
dei sito e, invece, quelli che, originari della zona, sono alla ricerca delle proprie
radici. Lo scorso anno, con grandissima soddisfazione, siamo riusciti a soddisfare le
richieste di una famiglia cilena, rintracciando, in una paese vicino, persino dei parenti
di cui, loro stessi, non conoscevano l'esistenza. Ma la soddisfazione più grande
l'abbiamo avuta lo scorso agosto quando abbiamo fatto una grande festa a Buto insieme ad
una famiglia italo-americana che ci ha raggiunto da San Francisco proprio per merito dei
nostro www.buto.it.
Come spieghi questo successo?
Da sempre sono legato al mio paese di origine e da alcuni anni ho iniziato a studiarne la
storia. Sono affascinato dal muto succedersi delle generazioni e mi emoziona ricostruire
questi legami che talora si dipanano attraverso un intero millennio. Internet significa la
possibilità di condividere insieme ad altri queste sensazioni: tutti insieme alla ricerca
della proprie radici.
Con queste parole di speranza e di ottimismo, chiudiamo la nostra chiacchierata con il
buon Leandro, consigliandovi di fare almeno una capatina su www.buto.it. Potrete scoprire
moltissime cose interessanti, magari anche il lato buono della globalizzazione... E di
questi tempi non è poco!
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