LIGURIA BUSINESS JOURNAL numero di Febbraio 2008

 

Un gruppo di originari del paese

Un gruppo di originari del paese nello spezzino ne recupera tradizioni e cultura

BUTO, ESEMPIO DI VOLONTARIATO
 

NEL MARKETING TERRITORIALE

 

di ROBERTO CINGANO

 

Buto, formato da case sparse, lontane fra loro, alle pendici sud del monte Gottero. nel comune di Varese Ligure (da cui dista 17 chilometri) nell'alta val di Vara, ha dato il nome a due libri e a un sito internet. Un modo. che sta diventando "tipico" per tanti piccoli centri per farsi conoscere. L'iniziativa è partita da Sergio Gabrovec, dirigente dell'Agenzia delle Entrate, che da anni studia le carte rinvenute nelle varie parrocchie: ne sono nati i due libri "Buto, la storia, il folclore e..." del 2002 e il più recente, del 2007, "Buto in cammino",


Una suggestiva veduta di Buto dopo una nevicata

finanziati per la stampa dai "discendenti" degli abitanti.

Ancora Gabrovec ha realizzato, insieme a

 Leandro De Mattei, il sito internet www.buto.it che, anche grazie a una webcam, è diventato il rapporto con le proprie radici per migliaia di visitatori sparsi nel mondo, in particolare in Argentina e in California.
Un marketing territoriale "fatto in casa" ma efficace che parte dalla considerazione che questo piccolo centro è nato sul tracciato dell'antichissima strada che collegava la Riviera alla pianura padana e sulla quale transitavano i mercanti con i carichi di sale, olio e vino mentre ritornavano al mare con grano. Con a fianco la cima del monte Gottero, la vetta più elevata dello spezzino (1640 metri).
Con la riscoperta della storia, un gruppo di originari di Buto sta perciò mettendo insieme l'ambiziosa idea di partire da questi piccoli gruppetti di case nell'alto entroterra spezzino, per far rivivere una località anche da punto di vista turistico, paesaggistico ambientale.
In effetti, altre località sono state "scoperte" da stranieri, ma non "riscoperte" dai locali o dagli italiani: è il caso, emblematico,

di una parte del territorio che gravita, e non solo sul mare, dietro alle Cinque Terre, da ormai parecchi decenni "colonizzato" da quelli che erano turisti e che sono diventati oggi proprietari di case e di rustici, provenienti, nella maggior parte, dall'Inghilterra, dall'Olanda e dalla Germania. E proprio il Comune di Varese Ligure, che dista da Buto "per ponente miglie una e mezza", come indicato nel "Dizionario cronologico e geografico della Repubblica di Genova" della fine del Settecento, ha ottenuto svariati riconoscimenti per la qualità dell'aria e quale migliore comunità rurale della Unione europea.
 Come anche altrove, anche qui si cerca di accendere l'interesse di figli dei vecchi abitanti e di nuovi turisti attraverso la storia dei luoghi, delle tradizioni, della cucina,. dei mestieri e delle usanze. Gabrovec ne ha raccolte – e continua a raccoglierne – parecchie. Come la tradizione del castagno, che a Buto. come in generale nella Liguria. era tenuto sotto controllo con l'asportazione dei rami secchi e dei polloni, con Sergio Gabrovec nuovi innesti, con la pulizia castagne erano poste su grate di listelli

di legno per farle essiccare, mentre il fumo usciva dalle tegole del tetto. Seccate, scelte le migliori, le si portava al mulino per la macina per farne farina che. in parte, veniva venduta e, in parte, conservata pressata nelle cassapanche sino al raccolto successivo.
Tra i raccolti, a Buio, come in molte altre situazioni d'altitudine similare (qui siamo a 690 metri). il primo in ordine di tempo, che avveniva verso la metà di luglio, era quello della segale al quale seguiva, subi­to dopo, quello del grano. Il terzo raccolto, dopo ferragosto, ma secondo per importanza economica solo a quello delle castagne, era quello delle patate, che in val di Vara furono conosciute verso fine Settecento diventando da subito il principale sostentamento delle popolazioni. Il quarto raccolto a metà settembre era quello dell'uva, mentre il quinto riguardava il granturco. oltre ai funghi e ai frutti del sottobosco. Raccolti poveri, di sussistenza e che consentivano piccoli commerci.
Il messaggio di Gabrovec e degli altri che lavorano come lui alla storia di Buio è che il marketing territoriale, la rivitalizzazione dell'entroterra, si può fare anche con la passione.
 

 

 
 
  Buto di Varese Ligure (SP) - Italia                                                                                                         Buto Cultur@