Estratto dalla rivista Defilla Sorrisi n. 15 Anno 2008
Mauro Pietronave festeggia i suoi 25 anni di attività imprenditoriale

 

Lo staff di Buto e tutti i Butesi vogliono fare gli auguri a Mauro Pietronave per i suoi 25 anni di attività

 
 

 

ALLA GUIDA DEL PROPRIO DESTINO

Ricordi... storia e storie

 

Mauro Pietronave festeggia i suoi 25 anni di attività imprenditoriale legati al Gran Caffè Defilla Questo numero di "Sorrisi" è dedicato all'attuale momento celebrativo, per omaggiare in questo modo, non solo lui, ma la categoria cui appartiene, cioè quella dei piccoli imprenditori italiani, che sono molti. moltissimi nel nostro Paese: geniali, generosi. umili, riservati, gran lavoratori, persone che tengono in piedi la nostra economia e offrono speranze positive per l'avvenire anche quando si presenta difficile. Questo imprenditore ligure partito da zero, ha messo in piedi un piccolo impero. Non tanto di soldi, ma di una ricchezza ben più importante dei profitti. Qualcosa di più affascinante, una trama ideale, una destinazione, una vocazione, un sogno, un obiettivo. Anche il destino può essere guidato. E Mauro Pietronave, ha pilotato caparbiamente il proprio. Nato a Buto, una piccola frazione rurale di Varese Ligure, da Berto e Montelli Esterina, lascia giovanissimo i genitori e la sorella Sandra, per trasferirsi a Genova a casa degli zii per poter proseguire gli studi. Ma già accarezzava il suo sogno. Diventare un barista, come si diceva allora, possedere una propria attività e

iniziare la costruzione del suo futuro. Il percorso professionale lo porta a lavorare in estate nel Tigullio e in inverno nelle più note stazioni sciistiche, quando incontra, proprio un'estate, quella che diventerà sua moglie. È proprio con la moglie Rosetta Valverde che prende immediatamente corpo il suo disegno. Due Bar a Chiavari, gestiti in successione, il primo in periferia, il secondo sul lungomare, entrambi con professionalità e ottimi risultati. Ma come detto, l'imprenditore è un uomo alla ricerca del proprio destino con la consapevolezza di poterlo guidare. E Mauro ha molto chiaro dove. Il Gran Caffè Defilla, una delle più importanti e storiche aziende della Liguria, è già un suo obiettivo, il segreto sogno che accarezza da anni.

Così nell'estate del 1982 con un compatto trio di amici, Loris De Angelis, Roberto Mutti e Giorgio Pinagli, crea la Società che a novembre di quello stesso anno si aggiudicherà la proprietà del Gran Caffè Defilla.

Abbiamo voluto parlare con Mauro Pietronave, per farci raccontare il suo percorso. La cosa che emerge immediatamente, seduti nella prima sala, al suo tavolino, dove riceve rappresentanti e fornitori in genere, è la sua figura identitaria, qui è ancora più percepibile di quando siede dietro la cassa. Mauro non ama essere protagonista. Per sua scelta la sua immagine non è mai stata di quelle 'urlate', bada più ai fatti che alle apparenze. È quindi restio a rispondere alle domande e inizia a parlare a ruota libera.
"Cosa posso dire, che non sia stato detto. Dopo la società con la quale siamo partiti, nel 1982, nel 1990 ho voluto optare per una gestione unica. Ho ritenuto prioritario, recuperare nel miglior modo, gli aspetti storici e di tradizione che il Defilla aveva rappresentato già all'inizio del secolo scorso. Salvare quello che era possibile. risanare quello che era degradato e poi
rilanciare. puntando sul nome, sui prodotti e soprattutto sui servizi e quindi sulla professionalità Nel 1982 il Defilla contava nove dipendenti, oggi lo staff si compone di venti collaboratori. Ho sempre puntato molto sull'aspetto professionale dei miei collaboratori, tanto che alcuni di loro sono stati e sono una vera e propria costante nel cammino di questi 25 anni.
A cominciare da Antonio D'Ignazio un barman storico del Defilla, una figura di alto profilo, amato ed eletto da molti a confidente, proprio per la sua riservatezza. Ha iniziato da ragazzino negli anni 50 con la Famiglia Defilla, per poi accompagnare tutte le gestioni successive, fino al 2004, quando è andato
in pensione. Purtroppo, questa, oggi è una nota triste, Antonio è mancato pochi mesi dopo aver raggiunto il meritato traguardo della sua ammirevole carriera. Epoi Ivan Guanziroli, ora in pensione, assunto come cameriere dai 1972 fino al 2005. Roberto Gnecco, pasticciere, assunto nel 1964 è ancora oggi un fondamento nella qualità della nostra pasticceria. Anche il barman Luca Modesti è una figura costante dal 1983 al 1990 con alcune pause e dal 1991 ininterrottamente ad oggi. La gelateria e la sua continua espansione, è stata affidata a Livio Costa che dal 1989 a tutt'oggi cura un prodotto altamente genuino che raccoglie il gradimento della nostra clientela. Ma ripeto, per molti miei collaboratori il legame col Defilla ha rappresentato una ricorrente occasione di lavoro. Cito un esempio per tutti Marco Bugliani il nostro esperto pianista del piano bar».

Quella che Mauro ci racconta è la storia di un uomo determinato che persegue tenacemente i propri obiettivi. È la storia di un percorso lavorativo fatto di acute intuizioni e scelte ardite, ma anche di ostacoli da superare.

"Dal 1990, oltre al piano bar, ho iniziato a proporre alcune serate di musica jazz, il primo protagonista fu Romano Mussolini, una collaborazione che è diventata col tempo anche un'amicizia. E poi via via, molti altri artisti di calibro internazionale. Il piano bar era un locale a sé, proprio
dove nel 1993, anticipando quelle che potevano essere le nuove esigenze della clientela, ho deciso di creare l'Enoteca. Avevo un progetto ed un'idea molto precisa di come volevo che fosse l'Enoteca del Gran Caffè Defilla. E sono riuscito a realizzarla, grazie alla collaborazione con Sergio Rossi e sua moglie Rosella, un insieme di professionalità qualificate, che hanno avuto la grande capacità di interpretare il senso delle scelte e la loro condivisione. Questo ha determinato il successo della proposta verso la nostra clientela".

Mauro, lei è un imprenditore che nella sua impresa ha cercato anche il proprio destino; è così? E in che modo questo si è realizzato?

"Come per tutti, attraverso l'impegno, ma anche attraverso alcune circostanze indubbiamente favorevoli. Tra queste, dal momento che la struttura è di proprietà del Comune di Chiavari, la possibilità, dal 1982 ad oggi, di dialogare costantemente con tutte le Amministrazioni che si sono succedute e che hanno concretamente sostenuto la volontà di mantenere e conservare la realtà di questo Locale, che racchiude in sé uno storico complesso di elementi, che vanno dalla tradizione, alla cultura fino all'anima stessa di questa Città. Una volontà che ha superato la sola logica del profitto, privilegiando quella più prestigiosa di salvaguardare una realtà che in oltre cento anni ha saputo guadagnarsi un importante spazio nella storia di Chiavari".

Pietronave, se dovesse riassumere in una frase questi 25 anni, cosa direbbe?

"Direi che questo periodo appena trascorso, ha per me il significato della crescita, non soltanto economica, ma anche quello di corrispondere alla sensibilità della clientela, offrire il meglio del servizio, dell'assortimento e della scelta, nella cornice di quello che attraverso il mio impegno e quello dei miei collaboratori ha ritrovato l'orgoglio di chiamarsi Gran Caffè Defilla".

C'è qualcuno con cui vorrebbe festeggiare questo momento?

"Più che festeggiare vorrei ricordare. Vorrei ricordare due colleghi che oggi
non ci sono più, ma che hanno saputo costruire con servizi, con attenzione con impegno costante, traguardando i confini della nostra Città. Mi riferisco ad Angelo Molinari fondatore del Lord Nelson Pub, e ad Attilio Arbasettí titolare del Bar Gelateria Davide. Alla loro memoria desidero rivolgere il mio pensiero; di collega e di amico. La loro presenza autorevole nel nostro settore è certamente stata di stimolo e d'esempio per molti di noi".
Buon Compleanno Signor Pietronave, e grazie per questi 25 anni che ci ha raccontato.

E mentre ci alziamo per salutarci, scorgiamo accanto a noi, davanti a una confezione di gianduiotti, o un classico gelato al torroncino e nocciola, o ai "Sorrisi dí Chiavari", veri pezzi duri di Defilla, in mezzo alla gente comune, qualcuno che ha fatto, sta facendo o farà qualcosa d'Italia.

E sarà un'altra storia nelle storie di questo Caffè di ieri e di oggi.

m.s.
     

"Pensiero marino" del pittore Luiso Sturla (collezione privata)


RICORDI E PROGETTI

Sono venticinque anni che i miei genitori gestiscono con grande abilità il Gran Caffè Defilla, locale storico che ha dato loro oneri e onori, che li ha impegnati duramente per tanti anni. Uno lei pochi locali che accoglie il cliente sin dalla prima mattina, con un croissant caldo e un cappuccino, lo accompagna nella giornata con deliziosi aperitivi, pasticcini e gelati artigianali, cocktails e sfiziosi spuntini per pranzi veloci, oppure con cene rilassanti a base di vino e specialità nostrane. Nelle serate estive, quelle serate calde in cui Chiavari sembra essersi chiusa dietro alle persiane già alle otto di sera, per godersi il fresco delle case liguri, ci sono state e ci sono tuttora manifestazioni ed eventi gradevoli: ricordo il Galà delle debuttanti a Villa Rocca, le tredici edizioni di Miss Sorrisi, le esposizioni di quadri di pittori locali e non solo, il piano bar e le serate jazz. Ricordo l'intuizione di mio padre Mauro di aprire nella grande sala interna un'enoteca, all'insegna del buon vino e del cibo semplice: il successo che regala ogni giorno rende sicuramente orgogliosi.

Ricordo tuttavia. anche l'altro lato della medaglia: molti Natali, trascorsi al bar quando ero ancora una bambina, dopo aver aperto in fretta i regali ricevuti. Il duro lavoro dei miei genitori, oltre ad aver occupato molta parte del loro tempo, ha in qualche modo influenzato anche la mia vita e il mio stesso tempo. Infatti, guardo al futuro con la speranza di vederli finalmente rilassati e sereni, a godersi un po' di tempo soltanto per loro, coltivando qualche passione quasi dimenticata. Citando Pavese, infatti, "Lavorare stanca", e non solo. Toglie tempo a se stessi, agli affetti, toglie tempo al tempo. Mi piace immaginare il Gran Caffè Defilla continuare con la sua grande attività, il Natale, il vociare chiassoso della gente, che si affolla il venerdì mattina, giorno di mercato chiavarese. Mi piace immaginare ancora tanti anni di attività, pieni di gioie e soddisfazioni, e tra qualche tempo dovrò pensare seriamente a quale sarà il mio ruolo. Tuttavia, per il momento, aspetto, ricordo, e spero. Guardo Chiavari, la cittadina in cui sono nata, e che vorrei vedere agl antichi splendori: piena di turisti, vita notturna bancarelle di artigiani nei carruggi, musica nel le piazze, feste danzanti e teatro itinerante tra vie e nelle colline. Immagino tutto questo, e sorrido. Molto orgogliosa dei genitori che ho.

Paola Pietronave

  

IL SORRISO DEL CAVALIERE

 

 

 

LE ORIGINI

 

Mauro Pietronave è da 25 anni proprietario del Defilla, il più grande Caffè ligure, tradizionale centro mondano del Tigullio e nelle cui sale si sono seduti gli ospiti più prestigiosi del mondo dello spettacolo e della politica. In questo lustro Mauro ha reso il locale ancor più importante, con l'offerta di pasticceria di qualità superiore e arricchendolo di un raffinante con una fornita enoteca.

Mauro Pietronave, che per la gestione del Gran Caffè Defilla ha ricevuto vari e importanti riconoscimenti, è nato a Buto, piccolissimo paese del comune di Varese Ligure, nell'Alta Val di Vara.

Il paesino è posto alle pendici del monte Gottero, a 700 m. sul livello del mare, immerso nei boschi di cerri e castagni. La sua storia è antichissima in quanto si sono trovate tracce della presenza cristiana nel luogo risalenti al VII, VIII secolo d.C.

Per la sua posizione su di un'antichissima strada del sale che collegava le località della Riviera con quelle della pianura padana è ricordato nella Cronaca cinquecentesca dell'abate Antonio Cesena di Varese. I mercanti partivano carichi del prezioso minerale, d'olio e di vino e, transitando per Buto, raggiungevano il passo di Cento Croci e poi l'Emilia e la Lombardia e tornavano in Liguria carichi di grano. Il paese è passato nei secoli attraverso numerose vicissitudini, guerre, epidemie e carestie. Nella prima metà del Novecento contava 250 abitanti.

Ora ha solo una ventina di residenti, centinaia di emigranti e figli di emigranti e oltre quattrocentomila visitatori (anche se virtuali). La piccola località, infatti, possiede un sito internet, www.buto.it, che è uno dei più visitati dello spezzino e riporta, tra l'altro, informazioni sulla storia della Val di Vara, foto degli abitanti e delle località in cui è sparso il paese e cartoline antiche, notizie sulla nascita dei funghi, dispone di una webcam e di una stazione meteo. È il più efficace strumento a disposizione dei numerosi "figli di Buto", che a malincuore lasciarono la loro terra per cercare altrove migliori condizioni di vita e ora sono sparsi per il mondo, specialmente in Argentina e California, per coltivare il rapporto con le proprie radici. E il richiamo alle radici comuni ha unito un gruppo di persone originarie del paese che hanno dato vita a un progetto denominato ButoCultur@ con lo scopo di recuperare il passato per memoria loro e dei loro figli. Il recupero del passato può creare un ponte virtuale tra le vecchie e le nuove generazioni, può tenere unita la vasta comunità ora sparsa, può fai affrontare il futuro con nuova forza attinta dall'esempio di chi ci ha preceduto.

Ecco che si sono fissate sulla carta le testimonianze dei nonni e dei genitori sulla vita di sacrifici e sofferenze degli antenati, su di una realtà rimaste invariata per secoli sino alla metà del Novecento Un'esistenza difficile, comune a quella degli alti paesini dell'Alta Val di Vara, vissuta nel conforto della religione e nella fede, un mondo dal qual (poter attingere sani valori: l'importanza della famiglia, della solidarietà, del rispetto reciproco.

Sono nati così due libri sul paese di Buto, frutto delle testimonianze e delle ricerche storiche nell'archivio della parrocchia. Il grande protagoniste di questi libri è il "Popolo di Buto", come era anticamente chiamato dai parroci, popolo ora disperse ma che ha saputo farsi onore anche distante da proprio nido. E Mauro Pietronave ne è uno degli esempi più vividi, sia nel modo di gestire la proprie attività, sia nel partecipare attivamente al progetto culturale sopra ricordato e nel mantenere i legami col suo luogo di nascita.

Il comportamento di questo "figlio di Buto" torna a onore di tutta la comunità e dimostra l'importanza dei valori ereditati dai propri avi ed è  strettamente collegato al patrimonio culturale della nostra montagna.

ButoCultur@

 

 
 
  Buto di Varese Ligure (SP) - Italia                                                                                                         Buto Cultur@